lunedì 22 ottobre 2007

Donne


The sleepwalking Lady Macbeth di Johann Heinrich Füssli

Uno dei pezzi più belli che abbia mai letto sulle donne.

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà
sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi.
Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...

Di un anonimo, andato in onda nella trasmissione radiofonica Jack Folla di Diego Cugia.

PS: aspettiamo tutti con grande trepidanza un post di Alberto!

venerdì 19 ottobre 2007

Stia tranquillo, lei sta per uccidere un uomo


Scuola di La Higuera dove Che Guevara fu ucciso alle 13:10 del 9 ottobre 1967

Quel giorno Ernesto Rafael Guevara De la Serna, più conosciuto come Che Guevara, di fronte al suo assassino esitante, pare che abbia detto:

Lei è venuto a uccidermi. Stia tranquillo, lei sta per uccidere un uomo

(fonte: Paco Ignacio Taibo II, Senza perdere la tenerezza)

Quarant'anni dopo, un giornale italiano titola così: I 40 anni della morte di Che Guevara. Le celebrazioni di un assassino. (vedi prima pagina).

Samuel

giovedì 18 ottobre 2007

La meno narcisistica delle espressioni


Saul Steinberg, Ragazzina che parla con il padre

«Il disegno come esperienza e occupazione letteraria mi libera dal bisogno di parlare e di scrivere. Lo scrivere è un mestiere talmente orribile, talmente difficile... Anche la pittura e la scultura sono altrettanto difficili e complicate e per me sarebbero una perdita di tempo. C'è nella pittura e nella scultura un compiacimento, un narcisismo, un modo di perdere tempo attraverso un piacere che evita la vera essenza delle cose, l'idea pura; mentre il disegno è la più rigorosa, la meno narcisistica delle espressioni.» - Saul Steinberg, intervista di Sergio Zavoli, 1967

Saul Steinberg è stato uno dei più importanti disegnatori del secolo scorso. Rumeno, nato da una famiglia ebraica, egli affronta i temi più profondi dell'infanzia e del vivere umano attraverso un disegno carico di simbolismo.

In questo disegno, per esempio, illustra una bambina mentre parla con il padre. La linea immaginaria che traccia il “parlare” della piccola – rappresentata con il tipico modo di scrivere dei bambini fatto di forme rotondeggianti – simboleggia la sua immaginazione e fantasia. Immaginazione che viene bruscamente azzittita e repressa dalla perentoria linea spessa del parlare del padre – che rappresenta una voce grossa e rauca (la linea ha i contorni mal definiti); squadrata e spigolosa, ad indicare pure la praticità e razionalità di un adulto. La forma triangolare e l'uncino finale alla base denota una risposta negativa e priva di sentimento alle domande gioiose ed entusiastiche della piccola.

Samuel

mercoledì 17 ottobre 2007

Buongiorno #2

Buongiorno a chi ha la certezza di un futuro luminoso accanto alla donna della sua vita e ogni tanto si chiede se forse non sarebbe il caso di sapere cosa pensa lei al riguardo.

Buongiorno a chi crede che un ragazzo e una ragazza possano essere semplicemente amici. Adamo ed Eva passavano ore a parlare, guarda te quanti bambini sono nati.

Buongiorno a chi pensa di avere di delle idee perchè passa il suo tempo a leggere quelle degli altri sui libri.

Buongiorno a quelli che come al solito hanno frainteso. Maliziosi che non siete altro, il fatto che si rivolgesse a voi con l'epiteto "pulciccio" non significava proprio niente.

Buongiorno a chi si chiede perchè tutte le volte che espongono la Sindone c'è un lenzuolo davanti e non si vede nulla.

Buongiorno alla nonnina che a giorni alterni sbaglia a comporre il numero di telefono e mi chiama piena di entusiasmo dicendo: "Ciao Mariagrazia!"

Semplici coincidenze


Magnolia, di Paul Thomas Anderson (scena d'apertura, inglese)


Sir Edmund William Godfrey
, un cittadino di Greenberry Hill, Londra, viene assassinato fuori dalla propria farmacia da tre vagabondi. I tre vagabondi sono Joseph Green, Stanley Berry e Daniel Hill: Greenberry Hill.
L'opinione di questo umile narratore, si dice nel film, è che in casi come questo non si possa parlare di caso.

L'umile narratore del film racconta in apertura leggende metropolitane di scarsa credibilità. Quella appena descritta, ad esempio, prende spunto da un fatto realmente accaduto, ma ancora irrisolto. Tuttavia, la domanda rimane: sicuri che si tratti di semplici coincidenze? È un caso sentire qualcuno che ti parla di lei, senza nemmeno conoscerla? Incontrarla fra un milione di abitanti in una grande città, proprio quando il tuo pensiero corre verso lei?

L'umile opinione di questo narratore è che non si tratti di semplici coincidenze.

Samuel