
Adamo ed Eva vengono cacciati dall'Eden, immagine di Gustav Dorè
Si può fare, sembra convenire, quindi si fa.
L'espressione artistica intesa come mezzo per esprimere qualunque concetto, senza fastidiose implicazioni etiche e morali.
Le conquiste tecnologiche usate come tramite per raggiungere ciò che non si conosce, senza fastidiose implicazioni etiche e morali.
Il potere politico, esercitato come raggiungimento del bene del singolo e della nazione, senza fastidiose implicazioni etiche e morali.
La finanza intesa come sistema atto a produrre ricchezza, senza fastidiose implicazioni etiche e morali.
La fama e il successo ricercati a ogni costo come conferma del proprio diritto di esistere, senza fastidiose implicazioni etiche e morali.
Si può fare, sembra convenire, quindi si fa (senza fastidiose implicazioni etiche e morali).
Il ragionamento istintivo di qualunque bambino che sa di non essere visto.
E di tutti quegli adulti che rendono conto soltanto a se stessi.
mercoledì 12 dicembre 2007
Bambini
lunedì 10 dicembre 2007
Puro stile
Apologize (One Republic)
I’m holding on your rope
Got me ten feet off the ground
And I’m hearing what you say
But I just can’t make a sound
You tell me that you need me
Then you go and cut me down
But wait…
You tell me that you’re sorry
Didn’t think I’d turn around and say...
That it’s too late to apologize, it’s too late
I said it’s too late to apologize, it’s too late
I’d take another chance, take a fall, take a shot for you
And I need you like a heart needs a beat
(But that’s nothing new)
Yeah yeah
I loved you with a fire red, now it’s turning blue
And you say
Sorry like an angel, heavens not the thing for you,
But I’m afraid
It’s too late to apologize, it’s too late
I said it’s too late to apologizes, it’s too late
Woahooo woah
It’s too late to apologize, it’s too late
I said it’s too late to apologize, it’s too late
I said it’s too late to apologize, yeah yeah
I said it’s too late to apologize, a yeah
I’m holding your rope
Got me ten feet off the ground…
Scusarsi (One Republic)
Mi tieni sulla corda
Mi tieni 10 piedi sopra terra
Sto ascoltando quello che dici
Ma non riesco ad emettere alcun suono
Dici che hai bisogno di me
Poi vai e mi stronchi
Ma aspetta… dici che ti dispiace
Non pensavi che mi sarei girato e avrei detto…
Che è troppo tardi per chiedere scusa, è troppo tardi
Che è troppo tardi per chiedere scusa, è troppo tardi
Vorrei cogliere un’altra opportunità, innamorami
Prendere una sbandata per te
E ho bisogno di te come un cuore ha bisogno di battere
(ma questo non è niente di nuovo)
Yeah
Ti amavo con il colore rosso del fuoco, ma ora esso sta diventando azzurro
E tu hai detto
Scusa come un angelo, ma il cielo non è cosa per te
Ma sono spiacente
E' troppo tardi per scusarsi , è troppo tardi
Ho detto che è troppo tardi per scusarsi , è troppo tardi
E' troppo tardi per scusarsi , è troppo tardi
Ho detto che è troppo tardi per scusarsi , è troppo tardi
Ho detto che è troppo tardi per scusarsi yeah yeah
Ho detto che è troppo tardi per scusarsi a yeah
Mi tieni sulla corda,
Mi tieni 10 piedi sopra terra
mercoledì 5 dicembre 2007
Buongiorno #3
Buongiorno a chi già da questa mattina ha intuito che sarà una giornata difficile; il fatto di essersi sfregiati la faccia radendosi è sicuramente emblema di un disagio più profondo.
Buongiorno ai corteggiatori monoobiettivo che danno il meglio di loro stessi quando non serve.
Buongiorno a te che imputi agli altri difetti e mancanze che invece ti appartengono; concordo con te, è sicuramente più comodo che il mettersi in discussione e poi, dì la verità, ormai ti sei affezionata all'idea di essere incompresa, ti percepisci più profonda.
Buongiorno caro il mio ostentatore di allegria fuoriluogo, guarda che non c'è niente di male nell'ammettere a se stessi di non avere amici, potrebbe essere uno spunto per fare il punto della situazione su chi sei e che cosa vuoi veramente.
Buongiorno a quel ricco che caccia via i pezzenti che bussano alla sua porta in cerca di aiuto perchè non resiste alla vista di chi soffre così tanto.
Buongiorno a chi crede che tra il dire e il fare vi sia di mezzo "e il".
venerdì 23 novembre 2007
Daniel
Daniel, per gli amici Degnol, nome d'arte Daniel Faw, è uno a cui piace scrivere musica. Gli ho chiesto se potevo pubblicare una delle sue creazioni elettroniche. Ha risposto di sì.
Bad Day
Questa è una canzone che ho scritto per esprimere una sorta di rabbia interiore, causata dal mancato raggiungimento di un obiettivo ben preciso.
"Bad day" è una pessima giornata, uno di quei momenti in cui ti fermi a riflettere sul passato, sulle scelte che non rifaresti, sullo stato degli affetti e sulle grandi questioni che vorresti risolvere...
La sensazione a volte è quella di chi si sente solo, fermo, paralizzato, per così dire in una fase di stallo; si è di fronte a un mondo che continua ad andare avanti istericamente e ci si ritrova lì, a contemplare situazioni difficili che si rivelano per quello che spesso in realtà sono, logica conseguenza delle decisioni prese.
Mettere in discussione la propria capacità di saper stare al mondo, sentirsi in grado di imparare qualcosa anche quando non ci si capisce più niente, ovvero: saper rimanere sotto la pioggia battente senza ombrello ma con la speranza che prima o poi esca il sole.
giovedì 22 novembre 2007
Io odio Novembre

Io odio Novembre.
A Novembre i primi due giorni sono dedicati a che non c'è più.
E questo è tutto un dire di ciò che ci aspetta nei restanti 28 giorni.
Novembre è inutile, basterebbe aumentare di 15 giorni l'uno i mesi di ottobre e dicembre e nessuno ne sentirebbe la mancanza.
A Novembre il clima dà il peggio di sè, è come se ritenendoci responsabili del surriscaldamento globale, volesse vomitarci addosso tutta la sua frustrazione.
A Novembre il tempo non è brutto, è triste e c'è una bella differenza tra essere brutto ed essere triste.
Quando prendo l'influenza a Novembre il tempo sembra non passare mai e invece di riprendermi in qualche giorno i tempi di degenza sembrano diventare pari a quelli di chi contrae la schistosomiasi.
Sì ma non è che lo dica soltanto io, Novembre è il soggetto di una delle più orrorifiche poesie che siano mai state scritte nella storia della letteratura:
Novembre
Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...
Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al più sonante
sembra il terreno.
Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate,
fredda, dei morti.
No, non si tratta di Edgar Allan Poe, neanche di Stephen King ma del nostro connazionale Giovanni Pascoli in un momento di riflessione guarda caso nel mese di Novembre. Uau che gioia che ispira questo mese!!
Io sono per l'annichilimento del mese di Novembre, la sua distruzione e definitiva cancellazione dal calendario.
Finalmente una battaglia civile degna di essere combattuta.