lunedì 16 ottobre 2006

Caos e Complessità #0


da fotosearch.com

cvpohlpsop

Una stringa di testo senza significato apparente.
Caratteri alfabetici accostati l'uno all'altro che costituiscono una parola impronunciabile e senza contenuto semantico.
Manca una logica, un ordine, qualcuno direbbe che le lettere sono state scelte "a caso".

Non esiste fenomeno, circostanza o situazione nel mondo materiale che non possa essere definito attraverso una funzione matematica.
L'oscillazione di un pendolo, il moto di un pianeta, la traiettoria di un proiettile e persino questioni che sembrano sfuggire a ogni logica come il percorso di una ragazza che passeggia spensieratamente in un centro commerciale possono essere descritti attraverso delle variabili che identificano una funzione matematica nel tempo e nello spazio.
Chi fosse in grado per esempio, di conoscere con esattezza la forza con la quale si colpisce la palla, le condizioni di temperatura e umidità della stanza, l'attrito del tappeto verde in ogni suo punto e le caratteristiche di superficie della palla da biliardo, sarebbe in grado di definire con esattezza matematica dove, come e in quanto tempo la sfera si fermerà dopo essere stata colpita.
Questo vale anche per fenomeni che solitamente consideriamo "casuali".
E' umanamente impensabile, ma se esistesse una persona in grado di conoscere con esattezza i negozi e le merci esposte, il tempo a disposizione, i gusti, i desideri, la disponibilità economica e la condizione psico-emotiva di quella ragazza di cui ho scritto prima, sarebbe in grado di definire il suo percorso nel centro commerciale a priori.
Alcuni sostengono che Dio è il Grande Matematico, colui che, essendo a conoscenza di tutte le variabili dell'Universo è in grado di definire per ogni istante temporale l'evoluzione delle cose; questa sì che si chiama perspicacia!!
In certi contesti, quindi, più che parlare di "caso" si potebbe pensare di introdurre il concetto di "caos", intendendo con questo termine un ordine così complesso che sfugge alla nostra comprensione e che quindi si presenta come caso o disordine.
Invece di limitarsi ai concetti opposti di ordine - disordine, si può quindi cominciare a ragionare sul fatto che esistono diversi livelli di ordine e che, a volte, invece che di un casuale disordine, si è in presenza di un livello di complessità così elevata da sembrare semplice disordine alle nostre menti che, per quanto brillanti sono pur sempre limitate.

Questa appena espressa è una semplificazione della "teoria della complessità" ed è la base concettuale sulla quale si fonda la "teoria del Caos" utilizzata in meteorologia e in crittografia, di cui magari scriverò un'altra volta, se me lo concederete.

Credo che ci interessi più che altro l'applicazione pratica di una teoria, quella della complessità, che per quanto possa essere affascinate non sembra avere nessuna ricaduta pratica nella vita di tutti i giorni.
E invece ne ha diverse.
Quella che mi piace di più riguarda la comprensione tra uomini e donne.
Si accusano spesso le donne, alcune in particolare, di comportarsi in modo del tutto irrazionale, volendo celebrare in questo modo una presupposta e superiore razionalità da parte maschile.
Forse si dovrebbe considerare che quella teorizzata irrazionalità femminile potrebbe celare in realtà una complessità che gli uomini (e a volte le donne stesse) non riescono a cogliere.

"cvpohlpsop" a tutti! (sostituite a ogni lettera quella che la precede nell'alfabeto)
A volte il disordine è solo apparente.
Altre volte chiamiamo "disordine" ciò che non vogliamo comprendere.

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