giovedì 11 dicembre 2014

Se tutto è giusto



È convinto di esistere. 
Ignorante.
Non ha un suo stile, manca di identità e lo si capisce senza sforzo alcuno. Da cosa?
Beh, è sempre vestito all'ultima moda, giusto per fare un esempio, affida il suo gusto al capriccio delle tendenze presenti identificandosi con il suo viso perennemente abbronzato.
Vanitoso.
Qualunque capo indossi, questo è rigorosamente firmato: nemmeno uno da lui.

Si guarda allo specchio e non vede niente.
Solo una sagoma dall'espressione insoddisfatta.
Povero, più dei nullatenenti. Lo sa ma preferisce non riconoscerlo.
C'è un uomo più povero del misero che si atteggia a ricco?
Forse il ricco che non si rende conto di quanto è miserabile. Uhm.

Ostenta ciò che non ha. Disprezza in pubblico ciò che nell'intimo invidia.
Sacerdote devoto del suo ego ipertrofico, spaccia la sua arroganza per sensibilità.
C'è chi gli crede, incredibile.
Lo coccolano, puntellano le sue certezze nutrendolo di gesti dolciastri e artificiali, come aspartame nel caffè.

Non si tratta di una caricatura, non è questa una figura costruita mettendo insieme sostantivi rancorosi e aggettivi dispregiativi.
Conosco questa persona mio malgrado ma so che non m'importa il suo nome, anche perché ogni volta cambia.
Mi importa soltanto che non sia il mio.

Prodotto della cultura degli ultimi cinquant'anni fatta di sovraesposizione del proprio ego e turbo-edonismo sfrenato, questo inconsistente profilo rappresenta il pieno fallimento dell'idea secondo cui nessuno ha il diritto di giudicare.
Se tutto è giusto allora nulla è importante. Amen. 
Ma se nulla è importante allora per cosa vivere?

Il nostro non se lo chiede, anche questa sera la passerà come tutte le altre: divertendosi come se non avesse domani.
Esatto.

venerdì 21 novembre 2014

Il Signore ti (chi)ama



L'indole esasperatamente autoassolutoria e individualista della società nella quale la maggioranza dei cittadini occidentali si crogiola un giorno sì è l'altro pure, non poteva che accogliere con sollievo le espressioni di un papa come Francesco.
Semplice, sobrio e dall'indole disponibile, quest'uomo esprime la scaltrezza di una Chiesa che nel suo momento più difficile gioca la sua carta migliore. E vince la mano.
Commentatori entusiasti in trattoria, per strada, tra le righe della carta stampata e le pagine web di prestigiose testate nazionali e internazionali, sottolineano ripetutamente l'atteggiamento dolce e paterno di un un uomo che alterna semplice buon senso ad aperture inedite (ma nei fatti da sempre operate) nei confronti dei 'peccatori'.
Ci ritroviamo a considerare una notizia il fatto che il papa si sposti sul microbus insieme agli altri cardinali, uno scoop il papa che prende in braccio i piccoli, un evento la sua ultima esternazione contro l'ingiustizia sociale.

Quello di cui nessuno sembra accorgersi però, è che la Chiesa Cattolica continua nella sua opera di auto dissoluzione.
Piuttosto che una concreta opera di insegnamento capillare volta al trasferirmento verso le masse di concetti quali la bontà del Bene e la vacuità del Male, la Chiesa di oggi, in perfetta continuità con quella di ieri, continua a sviluppare la propria azione sulla base delle esigenze di minoranze rumorose e combattive.
Minoranze che poi si ritrovano sostanzialmente a loro agio in una società avida ed egoista nei comportamenti, pagana per ciò che concerne la dottrina che regola i suoi variegati e contraddittori valori.

Va tutto bene, l'importante sono l'amore e l'amare.
Cosa poi significhi amare davvero lo decide ciascuno a livello individuale dunque, 'chi sono io per giudicare un gay'.
Non lo so, dimmelo tu che sei vestito di bianco e hai tutte quelle guardie intorno.

Il Signore prima o poi ti (chi)ama. E ti chiede conto.
Studia va'.

martedì 3 settembre 2013

E' qui la festa? No




C'è stato un tempo in cui "la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole(eeeeeee)". (cit)
Oggi è tutto un po' più difficile, più complesso.

Forse il concetto di Festa prevede che gli invitati si allietino condividendo spazi comuni e attività di volta in volta eseguite (almeno) dalla maggioranza dei festeggianti.
E' finita.
Questo modello poteva funzionare fino a una decina di anni fa.
Oggi ognuno di noi ha la possibilità, il tempo e i mezzi per coltivare interessi particolari, sensibilità e gusti del tutto peculiari.

E' sempre più difficile organizzare le serate come spaziosi contenitori nei quali riversare persone, temi, cibi e bevande a caso.
Diversamente da alcuni anni fa, quando la cultura era più omogenea e la stragrande maggioranza degli individui condivideva valori, abitudini e convinzioni similari; per esempio era del tutto naturale che a una festa gli invitati partecipassero agli immancabili balli di gruppo, momenti nei quali i ballerini parlavano tutti la stessa lingua del corpo, attimi nei quali una comunità si riconosceva nelle sue antiche tradizioni e atmosfere.
Oggi lavoriamo, andiamo a nuoto, giochiamo a calcetto, guardiamo film sudcoreani sottotitolati in gaelico antico (Samuel), ascoltiamo musica elettronica armena (sempre Samuel) e beviamo fermenti prebiotici con la massima naturalezza.
Chi si somiglia si piglia e noi assomigliamo sempre meno l'uno all'altro. Per (s)fortuna.

Festa, R.I.P.

Chi si accontenta rode



Senti di aver perso molto. Continui a ripeterti che non puoi avere tutto. Nella segreta speranza che prima o poi tu riesca a convincerti, ti piace aggiungere che, in fin dei conti, oggi hai quanto ti serve; e questo basta.

Questo ragionare per sottrazione, la scelta di seguire percorsi cognitivi che comportano minimi dispendi emotivi è necessaria, utile, a volte indispensabile: si rimane colpiti rispetto al grado di serenità che può indurre uno sgonfio e logoro 'chi si accontenta gode'.

Amen.
Però, per quanto tu possa accontentarti, per quanto tu riesca ad apprezzare quel poco che hai, nulla potrà mai eguagliare la forza che emana dalla consapevolezza di sentirti ricco in quanto padrone di quell'unica cosa senza la quale non potresti cambiare nulla a tuo vantaggio:

la tua Vita.

mercoledì 5 dicembre 2012

AAA Empatia Cercasi



Non vivere su questa terra
come un estraneo
e come un vagabondo sognatore.

Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare,
ma prima di tutto credi all'uomo.

Ama le nuvole, le macchine, i libri,
ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca,
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza
e il dolore dell'uomo.

Ti diano gioia
tutti i beni della terra:
l'ombra e la luce ti diano gioia,
le quattro stagioni ti diano gioia,
ma soprattutto, a piene mani,
ti dia gioia l'uomo!


Prima di tutto l'uomo (ultima lettera al figlio)
Nazim Hikmet

mercoledì 12 settembre 2012

Soldout


Sapevo che era "tutto esaurito", eppure che bello doveva essere quel concerto!
Erano già le ventuno passate e, mentre passavo dal teatro, mi convincevo che lo spettacolo probabilmente era pure già iniziato. Così con la macchina ferma con le frecce di emergenza, sono entrato con la certezza di uscire immediatamente e continuare il mio tragitto.
So che lo spettacolo è soldout, ma si è forse liberato qualche posto? - ho chiesto con un tono poco convinto.
Sì - mi fa il tizio alla biglietteria - quanti biglietti?
Giusto il tempo di parcheggiare e sedermi in una posizione perfettamente centrale della platea.
E lo spettacolo è cominciato.

lunedì 20 agosto 2012

Bogoroditse


Le Pussy Riot durante un’udienza del processo. 30 luglio. Aleshkovsky Mitya (Itar-Tass/Corbis)

Nadezhda Tolokonnikova (22 anni), Yekaterina Samutsevich (30 anni), Maria Alyokhina (24 anni) sono tre componenti del collettivo punk "Pussy Riot", al centro dei riflettori internazionali a causa della recente condanna in seguito alla "preghiera" punk recitata in una delle più importanti chiese ortodosse russe.

Ecco un estratto della loro canzone/"preghiera" (fonte: il loro stesso blog):
(Coro)
Madre di Dio, Vergine, diventa femminista.
Diventa femminista, diventa femminista. (1)
Inni in chiesa per leader marci, una crociata di nere limousine.
Il prete viene oggi nella tua scuola. Vai in classe, portagli il denaro.
Il Patriarca crede in Putin. Quel cane dovrebbe piuttosto credere in Dio. (2)
La cintura della Vergine Maria non impedisce le manifestazioni.
La Vergine Maria e' con noi manifestanti.
 
(Coro)
Madre di Dio, Vergine, caccia via Putin.
Caccia via Putin! caccia via Putin!

(1) Anche fosse davvero la madre di Dio, quella donna a cui è rivolta la preghiera delle ragazze punk lo era senz'altro femminista, perché prima accettò un "incarico" che poteva comportare la condanna della comunità: infatti la Legge di quella comunità richiedeva la lapidazione per una ragazza che si sposava senza essere vergine, a proposito di "pussy". Poi, a cinquant'anni suonati, fu disposta ad abbandonare l'intera comunità con la sua religione, per abbracciarne un'altra, peraltro rischiosa e invisa al potere politico.

(2) Circa il potere, appunto, l'unico vero insulto (o "incitamento all'odio") della canzone è l'epiteto "cane" rivolto al Patriarca, e indirettamente a Putin, il leader che (ri)vinse le elezioni nel 2011 e che secondo molti russi ottenne la vittoria manipolando i voti. È vero: due anni di reclusione per questo insulto sono forse troppi e per coglierne il senso della dismisura basti accostarlo qui da noi con l'epiteto "pirla" rivolto dal Governatore lombardo Formigoni all'indirizzo di un capogruppo di altro partito. Il Governatore si auto assolse e la notizia passò in sordina, perché a Milano non è reato in base ad una precedente sentenza - "è evocativo.." - disse lui. Però sul senso della frase in se' delle punk che non sanno abbinare i colori non ci vedo niente di male, anche perché la deriva fondamentalista che ha preso la Russia ortodossa post Perestrojka ha poco a che fare con Dio e ricorda molto la Maria "femminista" della Bibbia.

Se quella Maria abitasse oggi in Russia, infatti, e volesse abbracciare una fede (magari cristiana) diversa da quella agganciata al Potere, subirebbe maltrattamenti oltraggi e imprigionamenti. Come è accaduto e accade a molti uomini e donne proprio oggi in Russia. E non soltanto a tre ragazze insieme femministe e proletarie, dai toni sgargianti e volgari, tanto adatti ai riflettori di questo Occidente.

lunedì 30 luglio 2012

Pragmatismo tecnologico

Se non ce l'hai non sei nessuno!

Siamo in un'era di innovazione, un'epoca in cui è difficile stare al passo con le ultime novità in campo tecnologico. Iphone, Zenbook, ultrabook, smartphone sono solo alcune delle parole che stanno entrando nel nostro linguaggio comune. La pubblicità vorrebbe farci credere che ogni prodotto è migliore del precedente e che la marca pubblicizzata è la più...la più...la più... . Ma l'utente medio, quello che ragiona, che scelte dovrebbe fare in questo campo?

Con questo avrai il mondo ai tuoi piedi!

Io per lungo tempo sono stato di parte: linux, linux e solo linux. Però a volte l'età ci aiuta ad essere più equilibrati. Perchè scegliere un apparecchio piuttosto che un'altro? La bellezza? Il costo? La marca preferita? L'integrità del produttore? Filosofie sulle multinazionali? In realtà l'unica cosa che ci interessa è che il nostro apparecchio funzioni (nella maniera più semplice possibile) e che abbia le applicazioni che ci interessano. Per questo senza scendere in argomentazioni filosofiche, la domanda ricorrente quando scegliamo un apparecchio dovrebbe essere: mi serve? Ha le caratteristiche che cerco? Mi farà risparmiare o perdere tempo? E' di facile utilizzo oppure dovrò perdere mesi cercando su internet e chiedendo agli amici? Gli apparecchi che già possiedo, sono compatibili con quello che voglio comprare?

La felicità esiste...basta comprare *******

sabato 21 luglio 2012

Non è Batman. E' un eroe.




"You will give the people an ideal to strive towards. They will race behind you, they will stumble, they will fall. But in time, they will join you in the sun. In time you will help them accomplish wonders."

"Darai alla gente un ideale per non mollare. Cercheranno di stare al tuo passo, inciamperanno, cadranno. Ma col tempo, si uniranno a te alla luce del sole. A tempo debito, li aiuterai a compiere meraviglie."
Jor-El (Russell Crowe)

mercoledì 18 luglio 2012

Morsi




I presuntuosi e gli arroganti, gli attaccabrighe e i delinquenti.
Gli sbruffoni. I bulli e gli spacconi.
I lupi.
Bella la vita.
Il tempo di qualificarsi e praticamente un attimo dopo le persone comuni rispettosamente li emarginano.
Sì, mal che gli vada, a un prepotente può capitare che qualcuno eviti con finto distacco il suo minaccioso sguardo a scanso di inopportuni imbarazzi.

Poi ci sono gli umili o quantomeno i mediamente timidi.
Alcuni prepotenti e arroganti nel loro piccolo, vero, ma che certamente non si sognano di andare per strada a ostentare il loro smisurato ego.
Bene, rettifico, non si può dire che siano umili in senso assoluto, chiamiamoli 'umili per contrasto'.
Le pecore.
Sta di fatto che a questi ultimi non è concesso nulla.
Un pensionato in bicicletta, una donna col velo che spinge un passeggino, una bella ragazza che non gradisce un complimento di cattivo gusto, un ragazzino esile che torna da scuola. Loro fanno parte di una classe che non può permettersi di protestare.
Sono bravi se non giudicano. Sono accettati se evitano di turbare la quiete esprimendo con veemenza vedute personali.

Alzare la voce, innervosirsi per un supposto torto e reclamare contro una più o meno evidente sopraffazione, non è cosa per loro.
Dovrebbero evitare questi inopportuni comportamenti con l'obiettivo di sottrarsi all'indispettita reazione proprio di coloro i quali manifestano una così generosa indulgenza nei confronti del bullo di turno.
Capita così, che tutta la rabbia repressa che non è stata riversata contro coloro che forse meritavano un fermo rimprovero, i lupi, ora devono sorbirsela maggiorata di interessi le vittime, le pecore, che, con tutte le loro buone ragioni, ritengono che in quel dato momento sia giusto e necessario far valere i loro sacrosanti diritti.

Parole al vento, come al solito, si poteva sintetizzare il tutto attraverso una delle frasi più amare che abbia mai letto:
"Si può passar sopra a un morso di lupo, ma non a un morso di pecora."
Ulisse
James Joyce

martedì 5 giugno 2012

Profili senza profondità




Quanto buono o cattivo
Felice o triste, deve ancora diventare?
Perdi te stesso, non chiedi aiuto
Non credi di averne bisogno

E i vecchi amici sono solo una seccatura
Ma ora hai bisogno di loro come non mai

Tutto quel luccichio e tutto quell'oro
Non ti compreranno la felicità
Quando sei stato comprato e venduto
Cavalcando cavalli bianchi che non sai controllare
Con il tuo luccichio
E tutto il tuo oro
Prenditi cura della tua anima
Prenditi cura della tua anima

Quanto in alto, quanto in basso, quanto da solo
Arriverai?
Perché
Perdere la tua anima, ti costerà di più
Della vita per cui tu stai pagando

E di tutti quegli amici che ti sei lasciato dietro
Potresti avere bisogno quando fuori fa freddo

Tutto quel luccichio e tutto quell'oro
Non ti compreranno la felicità
Quando sei stato comprato e venduto
Cavalcando cavalli bianchi che non sai controllare
Con il tuo luccichio
E tutto il tuo oro
Prenditi cura della tua anima

Un giorno ti sveglierai e scoprirai che
Il nuovo sogno sta perdendo il suo splendore
E nessuno è al tuo fianco
Quando scende la pioggia e tu starai perdendo la testa

Allora, da chi scapperai?
Dove ti nasconderai?
Luccichio e oro
Non ti terranno al caldo
In quelle notti di solitudine

E tutti quegli amici che erano così seccanti
Ne avrai bisogno più che mai

Tutto quel luccichio e tutto quell'oro
Non ti compreranno la felicità
Quando sei stato comprato e venduto
Cavalcando cavalli bianchi che non sai controllare
Con il tuo luccichio
E tutto il tuo oro
Prenditi cura della tua anima
E con tutto il tuo oro
Prenditi cura della tua anima
Prenditi cura della tua anima

How good or bad, happy or sad
Does it have to get?
Losing yourself, no cry for help
You don't think you need it

And old friends are just a chore,
But now you need them more than ever before

All that glitter and all that gold
Won't buy you happy
When you've been bought and sold
Riding white horses, you can't control

With all your glitter
And all of your gold
Take care of your soul
Take care of your soul

How high, how low, how on your own
Are you gonna get?
Because
Losing your soul, will cost you more
Than the life you're paying for

And all those friends you left behind
You might need 'em when it's cold outside

All that glitter and all that gold
Won't buy you happy
When you've been bought and sold
Riding white horses, you can't control

With all your glitter
And all of your gold
Take care of your soul

One day you're gonna wake up and find that
New dream is losing it's shine and
Nobody is by your side
When the rain comes down and you're losing your mind

So, who you gonna run to?
Where you gonna hide?
Glitter and gold
Won't keep you warm
On those lonely nights

And all those friends that were such a chore
You're gonna need them more than ever before

All that glitter and all that gold
Won't buy you happy
When you've been bought and sold
Riding white horses, you can't control

With all your glitter
And all of your gold
Take care of your soul
With all of your gold
Take care of your soul
Take care of your soul

giovedì 31 maggio 2012

DNS

In questo breve articolo volevo publicizzare un'interessante iniziativa  utile a tutti coloro che vogliono preservarsi da spam, pubblicità indesiderate a anche alcuni tipi di malware. Prima però di spiegare nel dettaglio l'iniziativa è meglio se ci dedichiamo a capire di cosa stiamo parlando.

Tra le varie sigle presenti nel mondo dell'informatica quella citata nel titolo è, forse, una delle più comuni. Di cosa stiamo parlando?

DNS = Domain name system

A cosa serve? Si chiederà qualcuno. La spiegazione è molto semplice. Come sapete le reti (sia le reti domestiche che le reti più grandi come internet) ragionano sempre in base all'indirizzo IP. Ogni sito corrisponde ad un indirizzo IP specifico per esempio:

www.google.it = 173.194.35.184

Questi 4 numeri rappresentano l'indirizzo IP di google (scusate se sono ridondante). Ora, si capisce, che se dovessimo ricordarci gli indirizzi ip al posto del nome del sito tutto sarebbe più complesso. Qui entrano in gioco i DNS. Questi server non sono altro che computer (di fatto) all'interno dei quali sono contenute tutte le tabelle con il nome del sito (che si chiama host) e l'indirizzo IP, capirete che si tratta di tabelle "moolto" lunghe. In pratica quando scriviamo sul nostro browser www.google.it succede più o meno questo:

Browser: Scusa DNS ma chi è www.google.it?
DNS: Aspetta che lo cerco...si, è 173.194.35.184
Browser: Grazie DNS ci vado subito.

Detto questo abbiamo capito cosa servono i DNS e ora vado a linkarvi un'azienda che per gli utenti home mette a disposizione gratis i suoi server DNS che sono stati appositamente creati per bloccare pubblicità, spam ecc. Come fanno? Più o meno così:

Browser: Scusa DNS ma chi è www.spamspam.it?
FoolDNS: Aspetta che lo cerco...non lo so...
Browser: Bene, allora visualizzo 404 Not found

Per capire appieno la portata di questa iniziativa dobbiamo anche pensare che a volte le immagini sono solo dei collegamenti a siti esterni (questo capita anche per acuni oggetti java o flashplayer) quindi questo servizio è utile anche quando navighiamo in siti accreditati come alcuni portali. Spero che la spiegazione (che è stata fatta nella maniera più semplice possibile, cosa che ha dato adito anche ad alcuni piccoli errori di concetto) sia soddisfacente...intanto ecco il link

FoolDNS

Ps: se volete sapere come si impostano i DNS lo spiegherò in un prossimo articolo.

lunedì 14 maggio 2012

Il Prete Bravo




Qualsiasi talk-show si rispetti, soprattutto se rivolto a un pubblico popolare, esibisce tra i suoi protagonisti più o meno autorevoli, un sacerdote cattolico.
Il Prete Bravo.
Conosciamolo meglio.
La caratteristica peculiare del Prete Bravo è riuscire a esprimere concetti assolutamente innocui con toni da rivoluzionario grintoso.
Per capirci, tra le sue specialità vi è quella di alzare la voce e gesticolare con affanno per dire 'L'ultimo chiuda la porta'' oppure che 'Il nuoto è uno sport completo' .
E' inoltre campione per ciò che riguarda l'esprimere con energia idee che hanno la forza di uno starnuto represso, rivestendole di ardore da curva ultras e buon senso da tavolo di osteria, tovaglia a quadretti e bicchiere di vino rosso inclusi. Aspetta, salami appesi alle travi e teste d'aglio intrecciate che pendono da chiodi affissi alle pareti. Ecco, la paternale è servita.

Ci si chiede a volte se un nonno ateo umanamente sensibile non sarebbe in grado di fare altrettanto e forse meglio ma senza quell'aria di uomo di Dio tanto piacione.
Qualche saggio diceva, e non era un prete, che per volere piacere a tutti si finisce per non piacere a nessuno.
Pubblicità.

giovedì 10 maggio 2012

Un giorno di primavera



Due persone possono andare d'accordissimo, parlare di tutto ed essere vicine. 
Ma le loro anime sono come fiori, ciascuno ha la sua radice in un determinato posto e nessuno può avvicinarsi troppo all'altro senza abbandonare la sua radice, cosa peraltro impossibile. I fiori effondono il loro profumo e spargono il loro seme perché vorrebbero avvicinarsi, ma il fiore non può fare niente perché il seme giunga nel posto giusto; tocca al vento che va e viene come vuole. 

Herman Hesse 
Knulp, Storie di un vagabondo

mercoledì 2 maggio 2012

lunedì 23 aprile 2012

Forti asserzioni




"Tu sei il diavolo," disse allora Guglielmo.
Jorge parve non capire. Se avesse potuto vedere avrebbe fissato il suo interlocutore con sguardo attonito. "Io?" disse.
"Sì, ti hanno mentito. Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo perché sa dove va, e andando va sempre da dove è venuto. Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre."

Umberto Eco 
Il nome della rosa

venerdì 20 aprile 2012

Italianesi


Italianesi, uno spettacolo teatrale di Saverio La Ruina

Pochi sanno che migliaia di soldati italiani (fascisti) rimasero "intrappolati" in Albania quando salì al potere Enver Hoxha: mogli e figli furono costretti a lavorare nei campi di prigionia perché considerati ostili al regime. Questi ultimi quindi, tornati in Italia dopo la caduta del muro di Berlino, non si sentivano né italiani né albanesi. Italianesi, appunto.

Qualche giorno fa, al festival di Radio Tre, Saverio La Ruina ha recitato lo spettacolo.
http://www.radio.rai.it/podcast/A42445089.mp3

Samuel

PS: se interessa ascoltarlo, scaricate il podcast perché rimarrà online soltanto per alcuni giorni.

sabato 14 aprile 2012

Camera (NOT So Candid)




'Non succede mai niente'

martedì 3 aprile 2012

Buongiorno #9

Buongiorno a chi ha scoperto che qualsiasi sofferenza ha un senso dal momento che insegna qualcosa.
Pensarla diversamente induce frustrazione, la frustrazione logora e quando ci si è consumati, l'abisso nel quale si cade prende il nome di depressione. E a quelle profondità dire 'buongiorno' è il non-senso.

Buongiorno a chi per sua forma mentis, davanti a una situazione difficile o inaspettata, esordisce istintivamente con l'ossessivo 'non ce la posso fare'. E poi ce la fa. In un modo o nell'altro ce la fa. :)

Buongiorno a un ragazzo coraggioso: 'gli unici momenti in cui hai paura sono quelli in cui sei felice'.
Hai ragione, la tristezza a suo modo dà stabilità.
Quindi 'Buongiorno Tristezza', in attesa e nella speranza di un più definitivo 'addio'.

Buongiorno a te che sei fradicio sotto la pioggia senza ombrello. Tieni, 'non può piovere per sempre' è per te.

Buongiorno a chi non sceglie la via più comoda, 'la strada più impervia è sempre la più sacra'.
Bene, ma non ti lamentare se a volte ti senti solo, la strada più impervia è anche la meno trafficata.

Buongiorno a quelle persone che ti vedono sempre e non ti chiedono mai 'come stai?'.
Non sono poche.
Stiamo calmi, non ce l'hanno con te e non ti evitano: semplicemente, nel caso di una tua risposta sincera, non saprebbero come continuare la conversazione.
Dunque, stanno sempre peggio loro.

martedì 27 marzo 2012

E250






"Mangia, mangia che ti fa bene!"

La maggioranza di noi, non è abituata ad andare a vedere la lista degli ingredienti dei prodotti che acquistiamo, ci fidiamo delle scelte che hanno fatto altri, della pubblicità, di una marca ("Come questa non ce n'è!"). Purtroppo nell'era del profitto questo, a volte, potrebbe essere poco saggio...se non addirittura fatale.

E250: nitrito di sodio

Il fatto quotidiano_E250