
Sala d'aspetto di Candida Riva (penna su cartoncino)
A Alpha, B Bravo, C Charlie, D Delta, E Echo, F Foxtrot, G Golf, H Hotel, I India, J Juliet, K Kilo, L Lima, M Mike, N November, O Oscar, P Papa, Q Quebec, R Romeo, S Sierra, T Tango, U Uniform, V Victor, W Whiskey, X X-ray, Y Yankee, Z Zulu.
"Alfabeto fonetico ICAO" è il nome di questo alfabeto usato dalla NATO.
La sua funzione è quella di evitare che vi siano delle incomprensioni nelle conversazioni via radio. Esistono altri alfabeti simili a questo.
Quello della Royal Air Force o quello della Marina Reale Britannica: A Apples, B Butter, C Charlie, D Duff, E Edward, F Freddy, G George, H Harry, I Ink,J Johnny, K King, L London, M Monkey, N Nuts, O Orange, P Pudding, Q Queenie, R Robert, S Sugar, T Tommy, U Uncle, V Vinegar, W Willie, X Xerxes, Y Yellow, Z Zebra.
Ne usiamo anche noi uno simile quando al telefono diciamo "B di Bologna" o "G di Genova".
D'accordo che nella vita è importante comunicare in modo chiaro e univoco ma sembra che in ambito militare non ci si possa proprio permettere che qualcosa vada storto.
Però succede lo stesso.
"India Hotel Otto Sette Zero" è il nome di un volo.
Un volo, l' IH870, che è decollato a Bologna, aereo "I-TIGI", compagnia aerea italiana Itavia, ore 20,08 del 27 giugno 1980.
Un aereo che non è mai arrivato a Destinazione e col termine "Destinazione" non intendo semplicemente un aeroporto di arrivo.
Non conosco persone che viaggiano per il gusto di raggiungere aeroporti.
Di solito quando si viaggia lo si fa per raggiungere persone.
E allora la Destinazione è lì, dove parenti e amici attendono con aspettazione l'arrivo dei loro cari.
Ecco perchè è così triste quando qualcuno non arriva a Destinazione.
Una sala d'attesa e una sera d'estate.
Elementi classici, presenti in molte storie.
Quelle che iniziano in modo sempre così tragicamente normale.
Il solito annuncio del solito ritardo, poi l'attesa comincia a pesare, il disagio si trasforma in ansia, l'ansia in angoscia e poi... e poi il vuoto.
Quello infinito.
Come il dolore di chi pensa di tornare da un aeroporto in compagnia e invece si trova a tornare da solo in macchina nel buio della sera con le lacrime agli occhi e una notizia che non si vuole dare.
Che cosa è successo a quell'aereo?
Bella domanda.
La risposta un po' meno: non lo sappiamo.
Qualcosa però possiamo intuire.
Ci rimangono alcune istantanee di quei momenti, delle foto nelle quali non si vede niente, degli scatti dai quali però si capisce qualcosa.
Per esempio che non è stato un incidente.
Il tracciato radar
Un radar è come una torcia nel buio, emette un fascio di luce.
Un fascio di luce che non si vede, ma che consente di vedere cose lontane.
Il radar dell'aeroporto di Roma-Ciampino, ogni sei secondi concludeva un giro d'antenna "guardando" lo spazio aereo fino a 200 Km di distanza.
Che cosa si vede sullo schermo di un radar?
Un radar (RAdio Detection And Ranging) ha uno schermo ma non è un televisore, non intrattiene con immagini dinamiche e colorate.
Però qualcosa si vede lo stesso.
Punti.
Plots in gergo radaristico.
Quello che essi dicono non si sente con gli orecchi, lo si interpreta con gli occhi.
I plots dicono che l'aereo stava percorrendo la AMBRA13.
AMBRA13 non è il nickname di un travestito.
E' uno spazio aereo largo qualche chilometro utilizzato in prevalenza dai voli civili che salgono o scendono dall'Africa.
In prevalenza.
Sì perchè ogni tanto si fa un giro da quelle parti anche qualche aereo militare, o almeno così si dice in giro.
Unendo i plots generati quella sera si disegna una rotta lineare, un percorso nei cieli.
Eccoti lì, IH870. Che ti è successo?
La matita si alza dal foglio nel posto sbagliato. Questa linea si interrompe dove non deve, dove non si può, in mare aperto lontano da qualunque possibile testimone, in un luogo segnato sulle carte nautiche come "punto Condor".
Lì dove si trova la "fossa del Tirreno", l’unica area di questo mare in cui l'abisso sprofonda per 3.620 metri.
Lì dove l'acqua è fredda e la luce non filtra, dove anche ai pesci mancherebbe l'aria.
Vicino all'ultimo plot relativo allo I-TIGI, lì in mare aperto, ve ne sono altri.
Non due o tre.
Di più.
Il National Trasportation Safety Board è un ente statunitense di grande prestigio, al quale tutti i paesi si rivolgono in caso di disastri aerei.
L' NTSB studiando quei plots ha detto una cosa, una cosa che molti si aspettavano.
"...un oggetto non identificato ha attraversato la zona dell'incidente da ovest a est ad alta velocità (350 nodi) più o meno alla stessa ora dell'incidente".
Forse un gabbiano scappato di casa, o più verosimilmente un alieno in ritardo per cena.
Sicuramente un UFO.
Unidentified Flying Object.
Una cosa che sai che c'è ma che non sai cos'è.
Il radar ogni sei secondi lo vede e te lo dice, con discrezione, ma te lo dice.
Poveretto il radar di Roma, più lontano guarda, peggio vede. Sembra un nonnino miope.
Vede soltanto oggetti che si muovono ad una altezza superiore a 20000 piedi (6100 m), l'altezza minima di detenzione.
Questo significa una cosa molto simpatica: che se voi pilotaste un caccia militare e voleste fare uno scherzetto scemo al radar, potreste volare al di sotto di quella soglia e scorrazzare allegramente per i cieli senza essere individuati, per poi salire oltre i 20000 piedi, dire "marameo" e scomparire di nuovo nel nulla.
Oppure, invece che dire "marameo", sparare un missile e colpire l'obiettivo sbagliato.
Che so, un aereo civile che si sta dirigendo verso Palermo.
Per esempio.
Sempre per esempio, qualcuno ha detto che sotto l'aereo Itavia volava un Mig libico e che un aereo della NATO per colpirlo, ha accidentalmente centrato l'I-TIGI.
Quel caccia sarebbe stato di ritorno dalla Jugoslavia dove aveva fatto la manutenzione e si sarebbe nascosto sotto l'I-TIGI per nascondersi ai radar della NATO.
Oppure l'obiettivo sarebbe potuto essere l'aereo dell'Air Malta che volava sulla stessa rotta ma con un ritardo di circa tredici minuti sul piano di volo.
Sì perchè Malta aveva deciso di liberarsi dell'influenza politico - militare della Libia e questo al colonnello Gheddafi non andava proprio giù.
Un uccellino ha detto che un Mig libico voleva abbattere con un atto terroristico l'aereo maltese e invece ha colpito per errore l'aereo I-TIGI.
Ma il radar queste cose non le dice, lui si ostina silenzioso a visualizzare puntini luminosi sullo schermo. Lui opinioni non ne ha.
Peccato, perchè lui è quello più informato.
Le trascrizioni delle comunicazioni
Ore 18,56,54 Zulu - ore 20,56,54 locali
IH870 - "Roma, buonasera. È l'IH870."
Roma - "Buonasera IH870, avanti."
IH870 - "115 miglia per Papa-Alfa... per Papa-Romeo-Sierra, scusate. Mantiene 250."
Roma - "Ricevuto IH870. E può darci uno stimato per Raisi?"
IH870 - "Si: Raisi lo stimiamo per gli uno-tre."
Roma - "870 ricevuto. Autorizzati a Raisi VOR. Nessun ritardo è previsto, ci richiami per la discesa."
IH870 - "A Raisi nessun ritardo, chiameremo per la discesa, 870."
Roma - "È corretto."
La cabina di pilotaggio di un aereo non è molto spaziosa, c'è giusto lo spazio per muoversi ai comandi e per stare in piedi quando si ha bisogno di sgranchirsi le gambe.
Allora, impostata la rotta, ci si può permettere un minimo di relax e così chiacchierare di tutto un po'.
Non si ha il pensiero che ogni singola parola detta passerà attraverso i microfoni e attraverserà centinaia di chilometri per essere registrata a terra su un nastro che scorre silenzioso:
"Allora siamo a discorsi da fare... [...] Va bene i capelli sono bianchi... È logico... Eh, lunedì intendevamo trovarci ben poche volte, se no... Sporca eh! Allora sentite questa... Gua..."
18,59,45 Zulu - ore 20,59,45 locali ultimo segnale dell'aereo
Un incidente, il cedimento strutturale di un aereo, non interrompe istantaneamente una persona che sta dicendo "Gua...".
19,04,28 Zulu - ore 21,04,28
Roma - "IH870!, IH870!, IH870!"
Nessuna risposta. Neanche oggi dopo quasi 30 anni.
Qualcuno dice che le verità vengono sempre a galla, e io ci credo. E' così vero che, quando nonostante le indagini questo non accade, è perche esiste una forza che tiene ancorato al fondo ciò che non deve salire in superficie.
Nessun alfabeto al mondo è adatto per esprimere quello che non si vuol dire.
Perchè a volte
la verità è più dolorosa del silenzio.
"India Hotel Otto Sette Zero" è il nome di un volo.
Un volo sul quale ci sarebbe molto altro da dire.