mercoledì 19 novembre 2008

Apologia delle belle ragazze



quando si parla di grazia... Nicole Kidman

grazia: sorta di fascino che emana da una persona o da una cosa, dovuta a un'armonica fusione di eleganza, semplicità e dolcezza
garzantilinguistica.it

Bella non è soltanto un aggettivo.
In passato era anche un nome comune di persona.
Il cavaliere rinascimentale poteva soccombere in un duello al quale aveva preso parte per difendere l’onore della sua “bella”.
Quindi, anche se bella non era, un tempo, qualsiasi donna innamorata veniva considerata “bella”.
Le cose sono cambiate.
I cavalieri sono morti tutti e una bella ragazza oggi sa di esserlo anche se non è innamorata.
Il fatto che una persona sia cosciente della propria bellezza non necessariamente è prova inconfutabile di presunzione, alterigia o immodestia.

E' necessario considerare che non sempre ma spesso, una bella ragazza è stata anche una bella bambina e, con buona probabilità, già dai primi anni della sua vita è stata abituata a ricevere lusinghe e adulazioni a costo zero.

Una formazione di questo tipo ha indotto la bimba in questione a considerare come metro per valutare sé stessa la qualità e la quantità di complimenti che riceveva. Ciò che conta era dare una buona impressione, una brutta figura sarebbe stata un’indicazione del proprio scarso valore, una vera e propria tragedia.
Era importante quindi fare molto e fare bene, non tanto per il proprio gusto, quanto per compiacere ancora maggiormente chi pensava che una bambina, la quale oltre a essere bella si fosse anche dimostrata brillante, sarebbe stata un qualcosa di meraviglioso.
Triste esito di una tale convincimento è lo sviluppo di una sicurezza interiore che poggia maldestramente sul livello di attenzioni che si riesce a ottenere di volta in volta: nelle varie circostanze in cui si verrà a trovare, quella bimba ora diventata ragazza più si sentirà insicura, di maggior intensità sarà il suo impegno nel conquistarsi la compiacenza altrui.

Diventa così meno complicato agli osservatori senza pregiudizi intuire le ragioni di una certa ruffianeria che caratterizza il comportamento di buona parte delle belle ragazze.
Non è altresì raro che come reazione a questi atteggiamenti, le altre ragazze le emarginino soprattutto in occasioni che prevedono contesti sociali misti.
L’isolamento risulta evidente dal fatto che il più delle volte si ritrova attorniata più che da amiche con le quali condividere e confrontare pensieri, idee e sentimenti, da sedicenti “amici” pronti a puntellare e sorreggere ogni suo bisogno di conferme.

Questa condizione anche se in parte gratificante, concorre ad alimentare sentimenti di inadeguatezza specialmente quando nonostante i suoi sforzi per mettersi in evidenza, ella non riesce ad attrarre a sé proprio quelle persone che considera più interessanti, così diverse dagli incensanti e noiosi corteggiatori di cui si circonda.
E come al solito, i sentimenti di inettitudine generano una rabbia, una collera, che di tanto in tanto esplode traducendosi in gesti stizziti e distruttivi.
Diversamente da coloro che meno dotate esteticamente, sono 'costrette' a emergere sviluppando altre doti e abilità nel campo dei rapporti umani, dell'amicizia e a volte del difficile confronto tra idee contrastanti per far breccia nel campo 'visivo' altrui, la bella ragazza trova sempre, per usare un'espressione colloquiale, la 'pappa pronta'.

Non proprio.

Non è per niente vero che per lei sia tutto facile.
Per quanto nella nostra società la bellezza femminile apra alcune porte, forse le più banali e scontate, è anche giusto riconoscere che ne chiude anche di altrettante significative.
Per esempio è comune l’idea (a volte fondata) che una bella ragazza ottenga promozioni e riconoscimenti non per particolari meriti ma perché qualcuno tenta di ingraziarsela.
E non è bello essere oggetto di pregiudizio.
Anche le belle ragazze soffrono.

Uno dei momenti più difficili nella vita di una bella ragazza è quando, passati gli anni della spensieratezza, inizia a chiedersi quale è il suo reale peso nel mondo ovvero quando realizza che le sviolinate non sono ciò di cui ha realmente bisogno; nell'attimo in cui mette in discussione le cose che ha conseguito, chiedendosi che cosa ha fatto di speciale per ottenerle, domandandosi se il suo valore come persona corrisponde alla rilevanza dei complimenti gratuiti che è ormai abituata ad accettare come verità tranquillizzanti e da non discutere.
E' in quel momento, al sicuro nella sua torre d'avorio, circondata da cortigiani più o meno sinceri, che la bella ragazza per la prima volta accarezza l'idea di liberarsi di questa condizione che la eleva e la protegge rispetto agli altri ma che è egualmente limitante, più significativamente definibile come 'soffocante'.

Una bella ragazza, che abbia anche solo un minimo di capacità riflessiva, reagisce così in modo più o meno consapevole attuando espedienti abbastanza standard: belle ragazze che si infervorano nell'esprimere forti opinioni (ancora una volta attirandosi le antipatie delle altre indispettite dal fatto che una, oltre a essere di bella presenza ha anche delle idee), belle ragazze che sfoggiano giudizi freddi e inappellabili praticamente su ogni campo dello scibile umano tentando di dimostrare ciò che nessuno, se non loro stesse, ha mai messo in dubbio: ovvero che hanno un cervello; infine, belle ragazze che attendono il momento giusto per dire la cosa giusta nel modo giusto le quali sono lì, tese e silenziose ad aspettare un momento astratto, che non esiste e che non arriverà mai.
La questione in realtà riguarda tutti, ragazzi e ragazze: l'eccellere, il distinguersi per qualche motivo rispetto alla media genera da un lato ammirazione, dall'altro invidia e competizione.
Spiccare nei più svariati campi, fisico, lavorativo, economico, estetico e/o intellettuale solo per citarne alcuni, significa andare a stuzzicare la curiosità di qualcuno e l'insicurezza di qualcun altro.

Complimenti e cattiverie. Nascono nello stesso modo.
Essere consapevoli di ciò è il primo passo per non esserne travolti, dagli uni come dalle altre.

La Bellezza attrae, è un fatto innegabile.
La Grazia affascina.
Perché viene da dentro.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Lungo ma lo aspettavo da tempo!!
In realtà non poteva essere che così!
Lo Zio Anth.